Conosci Regalbuto?

Il nostro territorio e la sua storia!

Oggi possiamo affermare che la presenza dell’uomo sul territorio regalbutese ha origini antiche che risalgono all’età del paleolitico e neolitico siciliano. Grazie a diversi ritrovamenti tra cui dei frammenti di ceramica di tipo stentinelliano oggi custoditi presso il Museo di Adrano. Un importante contributo a questo è stato anche profuso dalla pubblicazione del testo di Ileana Contino e Francesca Buscemi “L’insediamento rupestre di Monte S. Antonino a Regalbuto”, fortemente voluto dalla Proloco e dall’Amministrazione Comunale finanziato attraverso un progetto che ha visto come protagonista la nostra Associazione. Durante i sopralluoghi e le ricognizioni sull’area posta al centro dello studio (una delle aree più antiche del nostro territorio estremità orientale della dorsale collinare di monte Porticella) sono state rinvenute particolari grotte di tipo funerario risalenti a circa 3.000 anni fa.

Durante il periodo ellenico sul Monte San Giorgio sorse una città chiamata Améselon che secondo Cluverio fu fondata nel 420 a.C., anche se la fonte più antica ed autorevole è quella di Diodoro Siculo, che raccontando della guerra di Gerone contro i Mamertini, dopo aver distrutto la città di Mile procedette verso l’interno della Sicilia sino all’avamposto più meridionale, e così nel 270 circa a.C. Améselon fu distrutta e rasa al suolo e il suo territorio suddiviso tra le città di Agira e Centuripe. Morta la città antica per tutto il periodo romano il territorio è abitato in maniera sparsa da una serie di poveri abitati rurali che non hanno lasciato nessuna traccia, e queste condizioni perdurarono sino al periodo bizantino.

Di questa parte storia ancora una volta è fondamentale il contributo dello studio sopra citato, infatti Monte Sant’Antonio è un tipico esempio di insediamento rupestre di tipo bizantino basiliano, monto diffusa nella Val Demone. L’ipotesi che a Regalbuto sorgesse una piccola grangia ubicata dove oggi sorge la Chiesa Madre, dedicata non a caso a San Basilio. Si ritorna ad usare la grotta come testimonia l’insediamento di Sant’Antonio dove è possibile ancora osservare un abitato caratterizzato da un vivace spirito religioso e da un’economia agricola di pura sussistenza. Questo stile di vita caratterizzò il nostro territorio fino alla conquista islamica della sicilia che comincio con lo sbarco nel 827 a Mazzara e termino con la conquista dell’ultima città bizantina Taormina nel 902. Per Regalbuto il periodo arabo fu decisivo per la fondazione del paese così come lo conosciamo oggi, anche perché la sua influenza non fu soltanto il risultato dei due secoli e mezzo di permanenza degli Arabi in Sicilia ma anche dell'arabizzazione che continuo' in era normanna in forme e modi che si ripetono in molte zone del territorio siciliano. Così durante la conquista normanna gli arabi di Butahi si arresero completamente ai nuovi conquistatori e così grazie anche all’abilità politica di Ruggero che voleva accattivarsi i vari gruppi etnici della sicilia, poterono professare liberamente la loro religione, mantenere i propri costumi. Infatti egli seppe conciliare le esigenze delle popolazioni, diverse negli interessi, nelle aspettative e nella lingua, creando un nuovo regno molto ben amministrato e ritenuto da tutti gli storici come una delle piu' prestigiose pagine della storia siciliana.

Il paese sorgeva sul declivio di contrada Monte dove sulla vima del monte fu costruita la “Rocca”, una torre di avvistamento che secoli dopo diede le basi per la costruzione della piccola chiesa di San Calogero che dà oggi il nome anche al monte. Dell’abitato oggi non è rimasto più niente, dovuto sicuramente alla precarietà delle abitazioni che sorgevano dentro e fuori le mura della cittadella, costruite sicuramente di legno, argilla o comunque materiali poco resistenti nel tempo.

 

 

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